Uscita con Vista

Ammetto di esser pigro e la memoria non mi è più così cristallina, approfitto quindi della dettagliata mail di resoconto di Gianni Benedetti e la utilizzo come falsariga per raccontare l’uscita autunnale al sistema Clemente-Loch Kozicy-Luganiga…………….
 

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 Il fine settimana tra il 18 ed il 20 ottobre era in programma di continuare le esplorazioni sul fondo del sistema Clemente-Loch Kozicy-Luganiga dove ci sono le grandi gallerie e sprofondano interessanti meandroni. Non sentendo nessuno fino a venerdì speravo, o almeno la parte più razionale del mio essere, che il tutto fosse caduto nel dimenticatoio in quanto caterve di arretrati domestici mi attendevano. Ma venerdì pomeriggio puntuale la chiamata di Gianni, le mie titubanze si dissolvono come la nebbia in una giornata di bora, ora non posso tirarmi indietro. Sveglia alle 4 e 30 di mattina , abbondante colazione e alle 6 sono in strada con il pesante zaino con allegato sacco speleo. Giungiamo alla partenza del sentiero con segnavia CAI 645 verso le 7 e 30, dopo il caffè a Resiutta, oramai classica sosta ritual-propiziatoria. Il sentiero è più malmesso del solito e ci ripromettiamo di segnalarlo alla Commissione Giulio Carnica, nonostante ciò ci ritroviamo dopo 2 ore abbastanza freschi all’ingresso della Clemente accompagnati dal ronzare dell’elicottero. C’è una manovra del soccorso nell’abisso Gortani.

Magra merenda e si entra. Dopo un’ora abbondante di gallerie, cunicoli e pozzi giungiamo in zona esplorativa. Sandrin arma e comincia a scendere lo speranzoso meandro terminale. Io e Gianni rileviamo e fotografiamo le gallerie e i meandri tralasciati la volta precedente. Scesi anche noi sulle corde appena messe da Sandrin ci ritroviamo sul fondo, amareggiati per le scarse opportunità esplorative. Delusione! Risalendo rileviamo un meandro ascendente che termina in frana. Qui toviamo farfallette, ragni, pezzi di legno e pure un brandello d’alveare …..siamo vicini all’esterno??

Mentre io e Sandrin grufoliamo nella frana, Gianni controlla una condottina. Breve lavoro di scavo nella ghiaia il suo: superata una comoda stanzetta che sembra chiudere, nota un bassissimo pertugio a livello pavimento da dove intravede un leggero chiarore. Sono le 18 e 30 circa. Lo sentiamo gridare: “LUCE! LUCE LUCE!” ….che abbia visto qualche santa apparizione? oppure coglie il chiarore delle nostre frontali mentre  scaviamo nella frana accanto? Non ci resta che raggiungerlo e verificare il luminoso arcano. Troviamo il miracolato talpizzato che cerca di infilarsi tra massi e detriti vari in un pertugio alto poco più di venti centimetri. Riusciamo a scorgere, sebbene stia già facendo buio, anche noi le sagome del Montasio e del Cimone.

MERAVIGLIA

Mai prima d’ora, durante un’esplorazione, mi è capitato di poter uscire da un nuovo varco. Fantastico. Senza alcuna attrezzatura iniziamo in tre uno spasmodico scavo. Per fortuna tutti i massi sono mobili e tempo un’oretta ci troviamo all’esterno in una caverna con fondo piatto, che verrà battezzato “Uscita con vista”.

E’ buio e le sagome dei monti si intravedono appena dall’altra parte della valle con qualche lucetta che brilla nel fondovalle. Non sappiamo dove siamo. Foto ricordo con ometto all’ingresso (oops! all’uscita). A malincuore dobbiamo rientrare e ripercorrere i tortuosi rami fino al vecchio ingresso della Clemente. Usciamo che son le 22, buio pesto. Il sentiero è bagnato e scivoloso. Raggiungiamo con fatica la casera verso mezzanotte e le ultime forze le spendiamo per preparare una calda minestra.

La mattina sveglia alle 07.00.

Mentre Sandrin va a recuperare dei materiali all’ingresso di DP, io e Gianni rileviamo e fotografiamo la Fessura soffiante scoperta nelle uscite precedenti ora ribattezzata “Grotta Dormigliona”. Una bella grotta dalle forme singenetiche e con depositi ciottolosi che  purtroppo chiude dopo 50 metri.

Ritrovatici con Sandrin, scendiamo alla casera e poi a valle senza prender pioggia. Rituale Birretta al Buon Arrivo di Resiutta dove incontriamo Lumo, Celly e Giusto di ritorno dalla manovra del “Soccorso”.

Ottimo lavoro e grande soddisfazione: oltre aver trovato un ingresso basso, ora si potrà raggiungere le zone esplorative con tranquillità e con minore avvicinamento. Pertanto il sistema adesso conta 4 ingressi, 1 uscita, oltre 2,5 km di sviluppo e circa 150 m di dislivello!

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