Attività 2015

Mi trovo, come uno scolaro poco diligente e per nulla lungimirante, a dover recuperare svariati mesi di attività da pubblicare sul sito… non è semplice ed il tempo, come sempre, è tiranno! Di uscite, in realtà, ne sono state fatte abbastanza, ma quelle realmente meritevoli di menzione sono solo una minima parte, come da sempre accade in tutti i gruppi grotte (anche se non tutti, e non sempre, sembrano rendersene conto…).

Nel nostro caso quella minima parte, purtroppo, non è stato pubblicata quando sarebbe stato il momento di farlo… i motivi, come spiegherò più sotto, sono più di uno.

Alla fine ho deciso, per comodità (e per pigrizia, lo ammetto), di raggruppare il tutto in quest’unica relazione in modo da non dover creare a posteriori svariati ed oramai datati articoli che, in molti casi, non avrebbero nemmeno avuto immagini decenti a corredarli (anche l’occhio vuole la sua parte…).

Ma volendo dirla tutta, ciò che più mi ha spinto a scrivere queste righe è la costante domanda che mi viene rivolta, oramai da mesi, da chiunque incontro, amici o conoscenti: che fine avete fatto? Ma fate ancora attività???  Eeeeeeeeeeeeeeeeeehhh….. santa pazienza!

Parte Prima: sfiga, impegni e lieti eventi…

Stiliamo innanzitutto un interessante campionario dei motivi per cui molti di noi risultano da lungo tempo fuori uso, totalmente o parzialmente: senza fare nomi, nè generi, sappiate che possiamo vantare nel recentissimo passato la bellezza di:

  • Uno speleo con due ernie in schiena ed un master triennale (obbligatorio, per lavoro) da cuccarsi, ovviamente, nei fine settimana. Non pago di ciò, Fantozzi ha pensato bene di sposarsi, e quindi non merita la vostra compassione.
  • Uno speleo con mascella fratturata in Mountain Bike (non fatelo ridere, vi prego).
  • Uno speleo che non appena smesse le stampelle dal primo incidente motociclistico si è fatto prontamente investire da un auto, e fino al mese scorso portavamo a passeggio in sedia a rotelle stile Amici Miei atto III.
  • Uno speleo che un bel giorno ha deciso di improvvisarsi fuoriclasse di downhill, ed ora gioca a domino coi numerosissimi frammenti della propria clavicola in attesa dell’intervento chirurgico che gli infallibili luminari di Cattinara non hanno ritenuto di dover eseguire quando sarebbe stato il momento di farlo.
  • Uno speleo che, di punto in bianco, si è ritrovato con entrambe le ginocchia fottute per lontani peccati sciistici mai adeguatamente risolti (vedi luminari di cui sopra), e da due anni lotta non tanto per tornare in grotta ma più che altro per ricominciare a camminare decentemente…
  • Due speleo che hanno oramai completamente abbandonato il sottosuolo per il paracadutismo, bramando tute alari… non commento per non portare sfiga (de Gayardon insegna).
  • Uno speleo che ha avuto una figlia ed in più ha messo su casa con relativa ristrutturazione.
  • Uno speleo che ha avuto la seconda figlia ed in più sta mettendo su casa con relativa ristrutturazione.
  • Uno speleo che per fortuna (sua e loro) non ha avuto figlie ma in compenso si è sposato cuccandosi tre anni abbondanti di intensa e dolorosa ristrutturazione, or ora completata. Non compatitelo, si merita questo ed altro.
  • Uno speleo che, purtroppo, è tragicamente scomparso.
  • Uno speleo che è ormai colonna portante del soccorso sloveno, e tra i vari incarichi che si è accollato non ha ovviamente nè il tempo nè la forza di venire in grotta con noi.
  • Svariati speleo spariti nel nulla….

Per un quadro completo della situazione, si aggiungano a tutto questo i normali, ma non meno pesanti, impegni e casini che la vita di tutti i giorni porta ad ognuno di noi, in questa disgraziata società dove un’esigua minoranza di riccastri, già oltremodo s’gionfi di denaro e pinguedine eppure mai sazi, costringe il resto dell’umanità a credere che bisogna vivere per lavorare (e produrre, ottimizzare, valorizzare) quando è palese per chiunque abbia un minimo di cervello che è vero esattamente il contrario…

Sicuramente nell’elenco che ho stilato ho dimenticato qualcuno e qualcosa, ma già così vi potete fare due conti… se c’è una morale in tutto questo, credo consista nel fatto che la salute è cosa preziosa & passeggera, e la speleologia, tra gli sport citati, è sicuramente quello meno pericoloso. Meditate, centauri, meditate…

Parte seconda: l’attività…

Come sempre il buon Giusto, che grazie alle sue incredibili energie è l’unico essere umano (?) sul nostro pianeta a fruire di giornate di 52 ore, ha fatto parecchio ed ovunque, con chiunque gli capitasse a tiro… purtroppo, dovendo scegliere (anche 52 ore sono nulla di fronte all’eternità) se fare attività od impiegare invece il proprio tempo a scrivere sul sito, ha optato per la prima possibilità (e, credo, senza farsi troppi scrupoli) per cui se non avete partecipato personalmente alle sue incredibili e blasonate imprese rassegnatevi… non ne saprete mai nulla leggendo le nostre relazioni.

Gli altri, me compreso, hanno fatto come lui (non il livello di attività, intendiamoci, ma solo il non scrivere di quel poco che veniva fatto). Però bisogna aggiungere che ci sono anche un paio di scavi che ci hanno impegnato a lungo e sui quali abbiamo volutamente taciuto perchè si trattava, all’epoca, di lavori assai promettenti passibili di pirataggio altrui, e volevamo per una volta nella vita gestirceli con calma e senza stress (il Firn insegna)… ora che, dopo le immani fatiche che ogni speleo degno di questo nome ben conosce ed evita come la peste, viviamo attimi di letargica riflessione dinanzi a camionate di argilla da spostare o infimi orifizi (purtroppo lapidei) da allargare, mi sembra giunto il momento di parlarne.

Inizio con Sgonico, dove tra buchi e buchetti nuovi abbiamo individuato SG16, palese punto di assorbimento di abbondanti acque meteoriche che si è già mangiato mezza collina…. aria gelata, e tanta… si comporta da ingresso basso; disostruito con inaudita facilità l’imbocco, e sceso il primo pozzetto, ci siamo ritrovati a ravanare nel fango in ambienti resi oltremodo angusti e deprimenti dall’immane volume del riempimento. La grotta continua, neanche a dirlo, ma lo spazio dove ammassare pietre ed argilla scarseggia mentre gli speleo vanno esaurendosi… Io comunque non ho perso tutte le speranze…

SG16_Sgonico.JPG

Poi c’è la zona di Slivia, che ci ha elargito più di una soddisfazione tra buchetti nuovi ed altri trovati già aperti ma non risultanti in catasto, nè siglati da altri gruppi, che abbiamo provveduto a rilevare…

SL1_slivia.JPG

purtroppo ci è andata meno bene proprio nello scavo sul quale avevo personalmente puntato tutte le mie speranze (SL2)… là, gli iniziali e giustificati entusiasmi si sono progressivamente raffreddati nei dodici metri di disostruzioni, per scemare definitivamente nel corso dell’ultima uscita (agosto), quando svoltata una curva dopo lungo disgaggio ci siamo trovati dinanzi all’ennesimo maledetto forellino soffiante in roccia viva. Sarà che si invecchia, ma i lavori titanici e dall’esito per nulla scontato riscuotono sempre meno interesse tra i membri del nostro sodalizio, me compreso…

004_SL2_Forse si entra.JPG

Una menzione a parte credo la meriti il MAGAZZINO…. ebbene si, anche noi abbiamo ceduto alla tentazione di averne uno, più che altro per lavare corde e materiali evitando di devastare casa… Solo che una volta demolito ciò che andava demolito erano rimaste solo le pareti, niente a che vedere con le normali opere edili di un gruppo grotte che si organizza il “magazzo”. Risultato? Mesi e mesi di cantiere, tra il 2014 e quest’anno. Ma alla fine siamo stati ripagati dal risultato… ne parleremo in seguito.

PA050002.JPG

Ora è nostro compito terminare i numerosi lavori lasciati a metà, portando in Catasto tutti i rilievi, e non sono pochi purtroppo, che ancora prendono polvere e caccole sulla scrivania dell’imperscrutabile Potle…

Chiudo convinto che le domande su “che fine abbiamo fatto” abbiano trovato ampia e definitiva risposta. Se mi incontrate per strada, d’ora in poi, siate cortesi…. limitiamoci a parlare del meteo, e delle altre intramontabili amenità di cui abitualmente si chiacchiera mentre si fa la coda da Esatto, o sull’autobus.

 

 

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