Ciao Bonni

Nel tardo pomeriggio di Sabato 14 Novembre, Flamiano ci ha lasciati soli.

Il nostro Bonni è scomparso per sempre, precipitando in quella voragine di 180 metri scesa già così tante volte negli anni con gli amici…

La mente, braccata dal dolore, vaga incerta qua e là alla ricerca di risposte, di un motivo plausibile per questa sciagura, cercando di comprenderne le dinamiche come se ciò potesse renderla meno terrificante… E le immagini evocate si susseguono e si ripetono all’infinito, spietate e nitide come nella fase finale di un incubo, solo che purtroppo sei sveglio. E non riesci a smettere.

Lo vedi perdere l’equilibrio su una radice contorta, su qualche spuntone roccioso, e precipitare nel vuoto… Magari si è trattato di un ramo spezzatosi senza preavviso…

Forse, mentre si muoveva nella luce fioca della piccola frontale recuperata a casa poco prima, è scivolato su quel lucido tappeto autunnale di foglie intrise di pioggia e malinconia che tu ben conosci…

Si, probabilmente sono state proprio quelle foglie… o forse è stata la malinconia stessa… e non vuoi più pensare perchè fa troppo male.

Come sia andata veramente non lo saprà mai nessuno, perchè l’unico che potrebbe darci una risposta sensata non c’è più.

Per noi la notizia è arrivata improvvisa la sera, o di primo mattino, implacabile, come una frustata, col suo carico di dolore, rabbia, incredulità. Tutti l’abbiamo vissuta tragicamente, alcuni anche peggio… mi riferisco alla sua compagna, Zdenka, ed agli altri che erano presenti nel momento del recupero e non potranno mai dimenticare…

Mi ci è voluto del tempo per metabolizzare tutto questo e riuscire a buttar giù due righe che avessero un senso…

Si sa che tutti, dopo morti, sono automaticamente buoni, belli e bravi, a prescindere…

Eppure tra noi, ogni tanto, c’è qualche raro individuo che veramente merita a pieno titolo le lodi di chi rimane ad aspettare il proprio turno in coda… Così, nel caso di Flamiano, trovare qualcosa di bello da dire mi sembra un po’ come rubare le caramelle ai bambini, sin troppo semplice. Io non ho la fortuna di essere “credente”, né lo sarò mai, ma una certezza se non altro la possiedo: se per caso mi sbaglio, ed esiste un qualche genere di paradiso, Bonni aveva in tasca un bel biglietto di prima classe per raggiungerlo in tutta comodità.

Su quale sia stata la sua esistenza a Vicenza e dintorni, lascio il compito di parlare a chi ne ha più titolo, ovvero gli amici della Federazione Speleologica Veneta (di cui era segretario) che hanno per lungo tempo potuto apprezzarne le qualità umane e le grandi doti organizzative.

Cinque anni fa aveva dato una drastica svolta alla sua vita, trasferendosi definitivamente dalle nostre parti; qui aveva trovato una splendida compagna, con cui conviveva felicemente nella casetta di Famlje, ed un Gruppo Grotte (il nostro) che lo aveva accolto a braccia aperte sin dalla sua fondazione.

Mi ricordo che rimasi stupito quando mi disse che di mestiere faceva il rappresentante di cosmetici, occupazione alquanto improbabile nel rude ambiente degli speleo… aveva una grande professionalità nel suo campo, ed un gusto impeccabile, qualità con cui bisogna nascere e che non si può acquisire semplicemente con la pratica… Fu lui e non io, per mia fortuna, a scegliere il vestito per il mio matrimonio, ed Ambra ancora lo ringrazia…

Il suo pacato ottimismo e l’allegria che sapeva sempre infondere in chi gli stava accanto lo rendevano un compagno prezioso in ogni situazione, anche in quelle più difficili… e proprio nei momenti di profonda crisi o di grave pericolo ci si rendeva improvvisamente conto di quanto fosse forte e deciso. Una forza interiore di cui non abusava mai, occultandola sotto l’aspetto bonario, intuibile forse solamente nella determinazione con la quale si impegnava a portare a termine qualsiasi compito si fosse prefisso o gli fosse stato affidato, in grotta od altrove. Un vero uomo, degno di questo appellativo più di tanti altri che se ne fregiano con eccessiva leggerezza.

In cinque anni giuro che personalmente sono riuscito a vederlo incazzato solo in due occasioni, in Pal Piccolo e sul ghiacciaio del Canin.

La prima volta eravamo appunto sul Monte Pal Piccolo, durante le esplorazioni della Voragine di Piano Macchi: durante una orrenda notte di temporale Zdenka lo convinse non so come a tornare a valle anziché attendere il mattino seguente… lui ne fu ovviamente entusiasta, manifestandolo senza mezzi termini…

La seconda volta stava uscendo dall’ Abisso FIRN sul Monte Canin… erano circa le tre del mattino e lui, stravolto dalla fatica ma soprattutto dal caldo dopo aver risalito i 495 metri del pozzo iniziale e grondando sudore come un messicano in uno “spaghetti western”, lanciò caschetto e foulard a terra bestemmiando contro la grotta e contro chi gli aveva raccomandato di vestirsi “pesante” perche dentro “faceva molto freddo”… per noi che, resi violacei dalle rigidissime temperature, battevamo all’unisono denti e rotule, fu comunque più bizzarro assistere a quello scoppio d’ira che vederlo in canottiera sul ghiacciaio… ma durò pochi secondi (sia l’incazzatura che la permanenza in canottiera) e poi tornò il Bonni di sempre.

A parte questi due episodi, ho solo ricordi di un Bonni sereno e gioviale, positivo e costruttivo. Visioni di lui che fa lo scemo davanti all’obiettivo della fotocamera o che, zitto zitto, si accolla il sacco più pesante prima di una risalita.

Di aneddoti così, ognuno di noi potrebbe raccontarne all’infinito, e non basterebbe sicuramente questo misero foglio.

Grazie Bonni, per tutti i bei giorni passati insieme, con le tue battute a base di “Oooss’cia” e “Ciupegòni” che rendevano più lieti i momenti spensierati e meno tristi quelli brutti… Grazie ancora, caro amico, da parte di tutti noi.

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5 thoughts on “Ciao Bonni

  1. un amico

    Veder la china,
    il baratro profondo,
    la via senza ritorno,
    ultima via…
    Triste non è il tramonto, amico mio,
    triste è dover assistere al tramonto!.

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  2. Mastro Cesello

    Ora che sei lì, fai un paio di battute di zona
    e vedi se trovi pertugi con aria…
    così avremo nuovi abissi da esplorare
    e nuove storie da raccontare.
    Ti abbraccio Amico mio.

    Edox

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