Dettagli Personali:
Nome e Cognome: CLAUDIO DE FILIPPO
Anno di Nascita: 1966
Luogo di Nascita: TRIESTE, ITALIA
Mail: info@grottacontinua.org
Nel 1981 inizia autonomamente a visitare le prime grotte
Nel 1982 entra a far parte del Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre, sez. del C.A.I. Di Trieste rimanendovi sino al 2010 e ricoprendo varie cariche: Capogruppo 1985/86, Magazziniere 1986/88 e Tesoriere 2009 oltre ad aver ricevuto nel 1992 la nomina a Socio Onorario per i risultati ottenuti in campo esplorativo.
Da sempre coinvolto nella protezione dell’ambiente, nel 1988 collabora con il Corpo Forestale Regionale Friuli-Venezia Giulia per la stesura di una lista completa delle cavità inquinate sul Carso Triestino.
Nel 1990 partecipa all’esplorazione di nuovi rami alla Buca d’Equi, una grotta turistica presso Equi Terme in Toscana, dove rimane per 6 mesi a lavorare all’allargamento a fini turistici delle nuove diramazioni approfittando dell’occasione per apprendere le differenti tecniche di scavo e disostruzione di passaggi sotterranei. Questo lo porterà nel 1994 ad ottenere previa esame presso la Prefettura di Trieste la licenza di Fochino.
Nel 1991 fornisce l’assistenza logistica per le videoriprese in grotta al regista Carlo Alberto Pinelli durante la realizzazione del cortometraggio “Ouroboros” (Ouroboros – Il cerchio della vita, 1992, 35mm. H2O produzioni, Roma) nella Jama Dimnice e nell’Otoška jama (SLO).
Sempre nel 1991 scende in una foiba presso Stanjel (allora Yugoslavia), scoprendo una quindicina di corpi risalenti al secondo conflitto mondiale e riuscendo a recuperare due piastrine di riconoscimento di soldati tedeschi, consegnate poi all’ex Console Germanico onorario Roberto Hausbrandt. La notizia verrà data solo in seguito, quando la mutata situazione politica lo consentirà (articoli su Trieste Oggi 12/9/1992 e Il Piccolo 12/9/1992)
Nel 1992, scopre la Caverna Degli Orsi 5725VG in Val Rosandra (TS) (articoli su Il Piccolo 3/2/1992, 31/12/1992, 5/1/1994 e 24/08/1994, servizio RAI-TG3 marzo 1992). nello stesso periodo lavora per la Geotest s.n.c. sotto la Soprintendenza per i Beni Archeologici F.V.G. in alcuni siti di interesse archeologico nelle aree di Monfalcone (GO) ed Aquileia (UD).
Nel 1994, dopo aver scoperto ed esplorato la Caverna delle Ceramiche 5850VG presso Slivia (TS) vi accompagna una troupe della RAI per effettuare le riprese dei resti archeologici al suo interno (servizio su RAI3 TGR 7/10/1994).
Nel 1998 fornisce consulenza ed assistenza logistica al giornalista Furio Grimaldi ed alla troupe della RAI accompagnandoli in alcune cavità per un servizio televisivo sull’inquinamento dell’altopiano carsico. Scende inoltre al Pozzo del Cristo 3842VG assieme al collega Cristiano Rizzo per effettuarvi personalmente le necessarie riprese video in quanto i gravi rischi dovuti al pesante inquinamento da idrocarburi non consentono di far scendere la troupe RAI. Il servizio è andato in onda sulla RAI – TG3 in due parti, il 10 e 14 novembre del 1998.
Sempre nel 1998 entra a far parte della S.S.I. – Società Speleologica Italiana – U.I.S.
Nel 2009 lavora con il fotografo Fabio Liverani ed il giornalista Fabio Dalmasso ad un articolo, poi pubblicato sulla rivista National Geographic Italia (Gennaio 2010), concernente i gravi danni dovuti all’inquinamento in molte grotte del Carso sia Triestino che Sloveno.
Sempre nel 2009 ottiene il Certificato di Qualificazione per l’Attività Speleologica Indipendente in Slovenia dall’Environmental Agency of the Republic of Slovenia (ARSO).
Dal 2010 inizia una costante collaborazione con il Corpo Forestale Regionale Friuli-Venezia Giulia – Stazione di Trieste avendo come referente l’ispettore Gianfranco Milani, fornendo consulenza ed effettuando discese mirate nelle grotte per individuare o prevenire ogni sorta di problemi di inquinamento.
Sempre nel 2010, in seguito ad insanabili attriti con il Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre, rinuncia alla sua carica di membro onorario per poter rassegnare le proprie dimissioni dal sodalizio e fonda, assieme ad altri sei speleologi di pluriennale esperienza, un nuovo gruppo speleologico totalmente indipendente denominato “Grotta Continua” (www.grottacontinua.org).
Con il nuovo gruppo porta a termine l’esplorazione di un centinaio di nuove cavità, tra le quali spiccano per importanza la Voragine di Piano Macchi 830FR (monte Pal Piccolo, Alpi Carniche) e l’Abisso FIRN 4582FR (Monte Canin, Alpi Giulie), dove in tre anni di esplorazioni è stata raggiunta una profondità di 720 metri ed il cui pozzo di accesso, con i suoi 495 metri, ha rappresentato il record italiano di profondità su una verticale unica. Servizi andati in onda su Telequattro notiziario 23/10/2011 e Rai3 TGR 18/10/2011. Articoli su National Geographic Italia gennaio 2012, Sport Week 19/11/2011, Oasis n.196 nov-dic 2011, Messaggero Veneto 18/10/2011, Il Piccolo 18/10/2011.
Ad inizio 2024 viene contattato da Andrea Agresti, Riccardo Rochira e Samuele Damilano del programma Le Iene di Mediaset e su loro richiesta scende al Pozzo dei Colombi 33VG presso Basovizza per effettuare delle riprese video del grave stato di inquinamento della cavità. Le immagini verranno trasmesse, assieme ad altre, nel servizio di Le Iene andato in onda su Italia1 il 28 maggio 2024 riguardante i rifiuti nel sottosuolo italiano.
A tuttoggi (novembre 2025), dopo 44 anni di ininterrotta attività esplorativa che lo ha portato a scendere migliaia di volte sottoterra per svariati scopi (istruzione di nuovi allievi, rilievi topografici, campionamento di rocce ed acque, misure termometriche, ma soprattutto ricerca, disostruzione ed esplorazione di nuove cavità) ha esplorato 1051 grotte sia in Italia che all’estero (Slovenia, Francia, Ungheria, Isole Canarie, Corsica, Jamaica), 107 delle quali come Scopritore: tra queste le già citate Caverna Degli Orsi 5725VG e Caverna delle Ceramiche 5850VG, di estrema importanza dal punto di vista archeologico, ed alcuni profondi abissi (Abisso della Vetta Grande 6256VG, Abisso Helmut Strasser 6350VG, Abisso Malasuerte 6519VG).
Intensa anche la ricerca e l’individuazione di rami inesplorati in grotte già note, che ha portato a numerose scoperte tra le quali spiccano la riapertura dopo ottant’anni dell’Abisso presso la Stazione di Opicina Campagna 8VG (1986) con la scoperta di nuove diramazioni, e soprattutto la riapertura del Pozzo a NW del Monte dei Pini 3908VG, ora ribattezzato Abisso Flamiano Bonisolo, (2019) dove ha individuato ed esplorato una grossa diramazione che ha portato la profondità da 20 a 265 metri per uno sviluppo spaziale di 675 metri.