Tra roccia e ghiaccio…..come si scopre un abisso

Oggi finalmente una bella gita con l’amico R.R. Colucci. E’ da qualche tempo che non vado in Canin, e la proposta di RR di accompagnarlo in una delle sue uscite per lo studio e monitoraggio del ghiacciaio del monte Canin (o meglio di quel poco che ne rimane) mi alletta davvero. In realtà c’è poco lavoro da fare, mi dice, così poi l’idea di proseguire per la ferrata Julia che io non ho mai fatto è un ulteriore incentivo alla gita.

Speleologi al bivacco “Davanzo Picciola Vianello” visto dal ghiacciaio orientale

Lascio moglie e figli a “pascolare” tra sella Bila Pec e Col delle Erbe, mentre noi puntiamo dritti sul ghiacciaio orientale. Aiutandolo a prender misure si chiacchiera di geologia e forme glaciali… “vizi” che son difficili da perdere!

Finite le misure RR mi indica un pertugio fra neve e roccia che, in verità, ha tutte le caratteristiche per sembrare un crepaccio. Ovviamente, senza pensarci tanto, scendiamo in spaccata tra la bianca roccia e la neve dura come ghiaccio (ma  RR lo chiama più tecnicamente “firn“). Ci addentriamo in una fiabesca galleria lunga una decina di metri tra il fondo detritico e la volta di ghiaccio. Ad RR sembra di esser tornato alle sue esplorazioni nelle cavità endoglaciali delle Svalbard, ma in breve ci destiamo dall’illusione.
Con la solita incoscienza che mi accompagna smuovo delle pietre sul fondo della galleria rischiarata dalla luce del telefonino ….. e ….. SRAAAAM si apre un pozzo apparentemente assai profondo, ma che cautelativamente stimeremo sui 20 – 40 metri.

Una considerevole corrente d’aria in entrata ci fà supporre che quella galleria non sia stata formata dall’acqua di fusione nel nevaio, come prima pensavamo, ma dall’aria! E cosa fa richiamare un flusso d’aria così grande? Sarà proprio quello che penso?

Il mio entusiasmo è alle stelle, quello di RR, meno cavernicolo di me, forse un po’ meno. Siamo entrambi consci di aver trovato qualcosa di sicuramente interessante; se sia una grande scoperta, quello non possiamo ancora saperlo. RR pensa subito ai risvolti glaciologici relativi all’esistenza di una cavità aspirante sotto ad un ghiacciaio in fusione, io invece non vedo l’ora di ritornare con l’attrezzatura adatta ad una breve discesa esplorativa…la grotta continuerà ? lo leggeremo nei prossimi articoli…….

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