Abisso Rollo – Secondo Tempo

Invitati ad una nuova uscita invernale all’esplorazione delle profondità del Bila Pec rispondiamo – entusiasti! – all’appello in tre; Fra riesce a compiere o’ miracolo e si trascina dietro quell’entusiasta di Det. In più, riesco a convincere una vecchia amica del Messico a lasciare i colli padovani per un fine settimana in Canin. Grazie Roby!
La pista di notte è sempre uno spettacolo, e l’accoglienza al Gilbo prelude ad una nottata di sogni – interrotti dal ronfare selvatico proveniente dalla stanza di Fra e Det…ah! L’aria di montagna!
La mattina dopo ci troviamo con gli altri, c’è tutta la vecchia squadra: Rocco, Lollo, Siba, Aldo… in più con noi scende Cavia, e abbiamo i due disostruttori Spartaco e Balzanelli. Roberta decide di non seguirci, ma abbiamo un undicesimo entusiasta, alla sua prima uscita in Canin, Maurizio detto Izzio, parente acquisito e sosia di Lollo che, forse nella speranza di ereditare, lo massacra senza pietà.

Arriviamo al campo base e ci buttiamo subito in esplorazione; il sifone è ancora attivo, arrampicare di sopra non porta a niente… però ci sarebbe la via attiva dell’acqua, un tubo di mezzo metro con l’acqua che ci scorre dentro; il mio pensiero và al primo coglione che ci si infilerà, e non passa molto che il miracolo ha luogo.
Grotta continua, in effetti, ma la prossima volta o con le Marbach o con le tute da moto; la descrizione del nuovo ramo è umida, ma io stò già uscendo per raggiungere Det, Fra e Izzio in lenta uscita.
I disostruttori hanno fatto il loro porco dovere, e la strettoia fila via quasi agile. Fuori ci aspetta la notte e il freddo e il gelo, ma abbiamo una tavola da snowboard e un sacco speleo… la discesa è rapidissima!

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