1° maggio alla Grotta dell’Orto

“Martedì è festa chi è libero?!?!” e fu così che ci ritrovammo a Basovizza in 5 per andare in grotta in una giornata estiva: io, Potle, Giusto, Barba e Fra.

Il ritrovo è alle 09.00 in mezzo ad un viale “abbellito” di drappi rossi: è il primo maggio! Ci squagliamo come neve al sole e in un batter d’occhio raggiungiamo il Campo Profughi di Padriciano. È una “prima assoluta” per tutti e personalmente ci tenevo a visitarla da anni: finalmente ci siamo. Giusto ci fa da Vate ed estrae dai sacchi (3 …) il materiale necessario mentre Potle si rivela da subito gran filosofo di vita e ci focalizza sulle incoerenze della vita. Il giorno prima mangiando un panino ha avuto una sinapsi e la condivide con noi “un panino di prosciutto cotto col pane ancora caldo è il top, ma il pane che stavo mangiando ieri era di tipo “arabo” … e mi son detto: è incoerente, una delle tante incoerenze della vita!”. Ci guardiamo stupiti l’un l’altro, ma ha ragione: si ride, ma tutti ci rimuginiano sopra poi. Potle sfoggia con orgoglio un paio di ginocchiere fiammanti, io osservo e faccio notare i ganci di plastica un pò debolucci, ma nessuno ci da peso, poi ci si avvia nell’ex Campo Profughi un pò controvoglia sotto il solleone, ma appena giunti all’ingresso un’energia positiva ci pervade. Scendendo uno scivolo inclinato si percorre una galleria di chiara matrice fluviale di dimensioni ragguardevoli non comune sul nostro Carso. Qui e là scritte in nerofumo curiosissime. Dopo un pò di parapiglia troviamo il pozzo della prosecuzione e Giusto si butta all’armo seguito dal fido Barba e Fra, a chiudere io e Potle. Pozzetto – strettoia – pozzetto nuovamente, poi rebus fra i massoni che costringono ad evoluzioni circensi i presenti. Di nuovo pozzo minuto poi strettoia obliqua che da su pozzo finalmente largo. Inizia la goduria. Ambienti notevoli concrezionatissimi e “quasi intonsi” ad eccezione di scarburate sconsiderate del tempo che fu che illuminiamo tristemente con i nostri Mastrel.

Rilievo tratto dal catasto grotte del FVG

Giusto deve sbizzarirsi agli armi naturali e non e sfrutta a dovere anche trapano e multimonti … Alla fine siamo sul fondo. Merendino ritual e poi si risale. Inizio io il disarmo poi Giusto i nostri sacchi vanno nelle mani di Potle e Barba. Nel mezzo dei massoni da circo equestre Potle ci avvisa di aver smarrito una ginocchiera. Noi la vediamo in fondo ad un pozzetto laterale e scatta una gran riffa, poi benevolmente la recuperiamo. Non si era sfilata, i ganci di plastica hanno ceduto, è da buttare: le incoerenze della vita ci diciamo con un sorriso. Usciamo che è ancora chiaro ed io sono stankuccio: troppa inattività lascia il segno ahimè. Soprattutto l’età. Diamo una rassettata a tutto il materiale e tutti a casa, anche per oggi è fatta ed il tempo si sta guastando. Buona nanna a tutti!

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