In Cresta all'Ursich

Sabato 15 giugno, Rocco ha voglia di visitare un buco in cresta individuato la scorsa estate, io di vedere com’é messo il Firn..viste le recenti nevicate non serpeggia ottimismo, ma l’omo xè mona e devi patir, così partiamo carichi come i proverbiali mussi; il Feroza ci sbarca comodamente sotto al Rollo, coraggiosa gippina purtroppo senza cingoli.
La funivia è chiusa, non c’è nessuno e a parte dalle nostre cazzate il silenzio è interrotto solo dagli allarmi lanciati dalle marmotte:”Ucia! ..Riva do’ mone, cori a sconderte!”, e dalle pietre smosse dai camosci, che ci osservano indifferenti.

cresta-ursich-ghiacciaio
Saliamo in sella Bila Pec e tagliamo rapidamente per la cresta abbandonando il sentiero.
Neanche a dire di neve ce n’é ancora troppa, impossibile anche solo trovare l’ingresso del buco di Rocco e di quello del Firn faccio una foto virtuale via GPS.
Giretto turistico in cavernetta, scendiamo quindi attirati da una macchia grigia in campo bianco; rimestando e bruciando spagnoletti individuiamo una serie di passaggi fino a una saletta in cui l’aria si disperde.
Finita l’esplorazione abbiamo tutto il tempo di fare un pò gli stupidi sulla neve e tornare alla gippetta..
Che dire, purtroppo ancora una volta ci siamo lasciati trascinare dall’entusiasmo, invece di operare per “divulgare questa cultura, con corsi di speleologia, come anche le iniziative di turismo sotterraneo, le mostre o quant’altro. Questi aspetti, meno eccitanti dell’esplorazione non sono di certo meno importanti per la divulgazione del mondo ipogeo”. Ipse dixit..

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