Campo in Pal Piccolo – Giorno 1/5


17 agosto ore 7 e 30, Opicina: siamo Giusto, Edox, Phil ed il sottoscritto… Bonni e Zdenka ci raggiungeranno al passo, ma chi manca allora?? Ah si, Tony, originario del canton Ticino con documenti falsi… Carichiamo tutti i materiali e gli zaini (tranne quello di Giusto… è questione di etica, dirà…) sul Pick Up di Edox e partiamo. Gli altri andranno direttamente in Austria alla teleferica mentre io e Giusto saliremo leggeri (almeno io…) e veloci verso la cima per fare la spola con tutto il materiale verso il campo base. Grazie agli accordi presi, con la funivia gestita dagli “Amici delle Dolomiti” per i lavori di manutenzione del parco storico portare su i materiali è poca cosa, già più divertente è portarli fino al campo. Tre,  quattro, cinque viaggi… ma quanta roba xè????? Attendiamo che i viaggi della teleferica terminino parlando intanto col manovratore, speleo anche lui in età giovanile, e quando finalmente tutti i materiali sono in cima inizia il trasporto. Tanto gli altri ci raggiungeranno tra 1 ora e mezza, pensiamo, quindi ci facciamo solo 2 spole e basta… nein! L’arrivo degli altri si protrae sempre più, così Giusto ed io ci trasformiamo in sherpa coprendo il tragitto, in realtà di soli 15 minuti, non so quante volte per avere la coscienza a posto e soprattutto per guadagnare tempo… al pomeriggio bisogna andare in grotta! Trasportiamo tutto??? Quasi tutto… tranne una strana borsa da viaggio marchiata Valtour dal peso di circa 30 kg, una sedia ed un tavolino il cui proprietario è Tony. Non solo attendiamo con trepidazione il  momento di vederlo trasportare il suddetto carico sino al campo, ma ancora meglio sarà vederlo portare tutto a valle domenica sera senza teleferica! Bisogna dirlo però… tutti noi alla fine utilizzeremo i suoi comfort… grazie Tony!!

Gli altri finalmente ci raggiungono, tutto viene stivato, si comincia a sistemare il bunker adibito a mensa, di grandezza giusta e con poco stillicidio, insomma la scelta giusta! Scelta meno giusta si rivelerà il bunker adibito a dormitorio, subito soprannominato “Hotel Ratapalz” con tanto di insegna… nonostante sia stato “pulito e sistemato” rimane una stanza delle torture gelida, piena di stillicidio e con un pavimento di melma e chiodi arrugginiti.

C’è chi, sistemando l’amaca, ha rischiato di saltare in aria perché stava facendo un foro per un fix proprio su “una carica” residuo dei lavori della grande guerra e mai esplosa… Quando abbiamo sistemato tutto è tardo pomeriggio, ormai  la voglia di andare in grotta è scemata un pochino anche per via della stanchezza! Non resta altro che accendere un fuoco, mettere sulla griglia la carne che Tony ha portato e cominciare a mangiare e bere sotto il cielo stellato. Domani sarà una bella giornata esplorativa! Si va a nanna… c’è chi dorme sotto il costante gocciolio, mal protetto da teli stile “Center Casa” troppo piccoli… c’è chi rischia di ammazzarsi scendendo dall’amaca alle 3 di notte per pisciare e poi non è più in grado di risalirci! C’è chi viene colto da crampi muscolari notturni, chi cerca di imitare Bambin Gesù mettendo per terra dei rametti verdi per ridurre l’umidità. Alle 8 di mattina, quando strisciamo fuori dal loculo, nonostante all’esterno ci sia ombra e ci si trovi a 1700mt sembra di entrare in una sauna… Brrr..! Troppo freddo e umido stanotte, soprattutto se ti sei infilato in un sacco a pelo intermedio sintetico perché “tanto semo ad agosto…”.

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