Firn: seconda punta 2012

Per quest’anno di lavoro in Firn ne abbiamo parecchio, e la voglia di darsi da fare è tanta; molti amici girano in Canin esplorando senza preconcetti e ottenendo grandi risultati, stimolando tutti noi a impegnarci per vivere al meglio questo nuovo giorno del Canin. Si aprono cantieri in zone nuove, si riscrivono le dottrine ipogee; è davvero un momento magico, e si sente odore di rivoluzione.

Partiamo che dovremmo essere in 12, il che mi crea enormi difficoltà per organizzare la punta in squadre da distanziare per evitare “fresche” a tutti; poi per fortuna, chi dietro a un bollettino meteo, chi dietro a cavità di altro genere, chi semplicemente perché ha altre grotte da esplorare, venerdì sera al quadrivio di Opicina ci ritroviamo a essere i soliti tre pirla… e devo anche ringraziare che è andata bene; con Tony e Lumo- gli unici a non aver trovato in tempo una valida scusa- speriamo di combinare qualcosa, almeno le foto dovrebbero saltar fuori!

Saliamo verso Sella, dopo pausa rituale al pollo di Resiutta; in piazzale vediamo tre che si preparano a salire a piedi. Sto per tirare dritto quando realizzo che alle 10 di sera di venerdì solo degli speleo potrebbero pensare di mettersi in marcia; sono infatti speleo di Treviso diretti al Procopio per una punta in K-12. Gli diamo un passaggio su per la pista ma il Patrol ci tradisce proprio sull’ultima rampa… poco male, da lì in poi sono loro a darci una mano coi sacchi!

Al Gilberti birrozzo e-purtroppo- vana opera di convincimento con gli amici trevigiani a unirsi a noi, e risparmiarsi così la “passeggiata” fino al Procopio; stoici, decidono di proseguire. Almeno è sereno, c’è persino la luna.
La mattina iniziamo a camminare sotto l’acqua; almeno non siamo soli, un Hilux scarica al Gilberti quattro che iniziano a camminare verso il Forato – il gestore ci conferma poi che si tratta di Beccuccio e family.
Arriviamo all’ingresso del Firn asciutti e ci caliamo iniziando a fare foto sul pozzo, neanche a dire il metodo migliore per stancarsi e congelare. Arrivati sul fondo dello Scabar infatti la voglia di uscire direttamente è tanta, ma ci costringiamo a proseguire il disarmo e il recupero delle corde fino a meno 300, e poi corriamo fuori  la portata d’acqua all’interno è aumentata.

Fuori troviamo asciutto, ha smesso da poco e ci cambiamo con gusto; arrivare al Gilberti è una festa. Sono arrivati anche Rocco, Genny e Siba, purtroppo non abbiamo potuto combinare di andare tutti assieme al Firn. Per fortuna lavoro non manca e domenica mattina salgono infatti al nuovo abisso scoperto sopra al Rollo e raggiunto con una arrampicata micidiale!

Li accompagniamo per goderci lo spettacolo della risalita di più di 100 metri di parete, e della gigantesca finestra rimasta inviolata sino all’altro giorno…

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